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Padre Alceste nato nel 1928 a Tuscania in Lazio, appartenente all’ordine della Madre di Dio, fondato a Lucca nella metà del 500, è deceduto in Cile nel novembre 2003

A metà degli anni Cinquanta padre Alceste viene inviato in Cile dove si occuperà principalmente di minori ,fondando l’Istituto cileno, (I.C.Y.C.) che presto si aprirà ai bambini provenienti dalle situazioni che la burocrazia, spesso un pò ingenerosa, definisce “irregolari”, bambini che hanno bisogno di trovare un papà, una mamma e una famiglia che si apra a loro.

Da allora è iniziata una storia grandissima, che lo ha portato a realizzare la sua opera, il “Centro di accoglienza e protezione dei minori a rischio sociale”, dove tante famiglie si sono recate e hanno vissuto momenti di grande gioia, e dove tanti bambini hanno conosciuto i loro genitori per la prima volta.

Il perchè di tanta attenzione nei confronti dei minori lo ritroviamo nelle sue parole …

“ Si dice che di fame muore l’uomo. Io dico, difficilmente!
Io ho visto bambini che si lasciano morire, che hanno smesso di parlare, che hanno perso la vista , per mancanza di amore.
Senza famiglia non si può vivere. Un bambino ne ha bisogno più del pane, più dell’aria che respira. I bambini ,sono oggi .
Bisogna fare in fretta a soddisfare questa loro esigenza, domani potrebbe essere troppo tardi."


Chi è per la nostra associazione Padre Alceste ?

Dal libro di Susanna Cudini “dalle Ande agli Appennini, con amore” del 2002:
”……Padre Alceste (Padre Pier, come lo chiamano affettuosamente i bambini) è un missionario italiano che da più di 40 anni opera in Cile per la tutela di minori in situazioni familiari irregolari e che lotta instancabilmente per soddisfare la naturale “fame d’amore” materno e paterno di ogni bambino. Per questo, a Quinta de Tilcoco, ha fondato l’I.C.Y.C (Institoto de Colonias Y Campamientos) cioè un Centro di accoglienza e protezione per minori, dal quale sono partiti tantissimi bambini che ora vivono serenamente in Italia con la propria famiglia adottiva…………
….La sua personalità così particolare e interessante mi aveva colpita fin dall’inizio.
Ero molto attratta dal suo modo di essere: scontroso, provocatorio…e forse proprio per questo così stimolante.
Fino a quel momento avevo conosciuto solo sacerdoti diplomatici, sempre gentili, controllati, compassati. Oratori, gente che vive di “parole”.
Lui, invece, era lì seduto con la sigaretta in bocca, con i suoi occhi cristallini che ti scrutano fin nel profondo. Uomo di poche parole, ma di molti fatti……..

……Io conoscevo la legge, gli articoli, la teoria. Ma l’adozione internazionale non richiede solo competenza agli operatori del diritto, richiede sensibilità, umanità e coraggio nel capire quale sia il “superiore interesse del minore”. Richiede avvocati, giudici ecc. che non siano dei “colletti bianchi” vissuti sempre nel Paese dei balocchi con le loro vesti inamidate.
Perché il procedimento giuridico sia efficiente servono persone motivate e un po’ arrabbiate con la vita che concede ad alcuni tutto e ad altri niente. E’ motivato solo chi conosce la realtà in cui i bambini hanno vissuto, che vede con i suoi occhi le ferite inferte dalla carenza di amore materno e paterno………” (dal libro di Susanna Cudini)

Ma ,forse la descrizione migliore è nelle parole di una ragazza adottata che nel 1999 gli ha scritto……
"Non so se hai visto la vita è bella di Roberto Benigni, beh, io credo che tu abbia realizzato, nella vita reale, ciò che è stato idealizzato e posto come esempio in quel film.
Tu ci hai fatto vivere tutto come un gioco, come una "vacanza", senza che noi comprendessimo la dura realtà che si nascondeva dietro ai nostri destini.
Nonostante questo, ci hai educati perfettamente, ci hai insegnato i valori fondamentali per la nostra vita, come la disciplina, l'altruismo, l'amore, il rispetto per il prossimo.
Soprattutto, ci hai insegnato ad avere fede in Dio e nella speranza di un futuro migliore! So che tra tanti bambini, alcuni hanno sofferto di più, ma, alla fine, tu hai premiato anche loro.
Se il loro percorso è stato più difficile è solo perché erano ormai grandi e non hanno avuto la fortuna di incontrarti prima!
Non dimenticherò mai questo gioco meraviglioso né che ci ha fatto vincere il premio più grande che esista: una nuova vita “ .

Cosa dire di piu , Grazie Padre Pier , da parte di tutte le famiglie che ti hanno conosciuto.

 

 

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SCUOLA E AFFETTIVITA'
Tappe fondamentali nel percorso
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Semplicemente M
di Marcello Rocchi
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Padre Alceste Piergiovanni

Chi era Padre Alceste

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Il Cile visto da Noi

Opuscolo informativo per chi si
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in Cile.

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