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Progetti di Sussidiarietà PDF  | Stampa |  E-mail

progetti sussidiarietà
non solo adozioni

Idee nate subito dopo la morte di Padre alceste per aiutare i bambini di Quinta de Tilcoco ( Cile )

ADOTTIAMO UN HOGAR



Dettaglio del progetto
PROGETTI

RESIDENZA DELLE RAGAZZE ATTUALE

RESIDENZA DELLE RAGAZZE PROGETTO

CASA FAMIGLIA MATER DEI PROGETTO 2008 - 2009

CORSO MAMITE

AMPLIAMENTO CAPANNE

CORSI PROFESSIONALI
Dal Cile: Corsi in svolgimento

PREMESSA

Se adozione significa accoglienza dell?altro nella propria famiglia, e per famiglia intendiamo il proprio nucleo familiare, gli amici, la regione, il paese, la cultura, la religione, il passato, il presente e il futuro allora è giusto adottare un intero hogar.

L?hogar per milioni di bambini è il focolare, la casa, la famiglia che non hanno o dalla quale sono stati allontanati per difenderli, proteggerli, dare loro una prima protezione.

L?Hogar di Quinta De Tilcoco per migliaia di bambini è stato, ed è, l?unico ? focolare? dove sono stati accolti, dove hanno trovato chi li ha capiti, accettati, protetti, dove in un piccolo uomo, ?Padre Pier?, hanno trovato l?amico, il complice, il confessore, la persona alla quale fare riferimento, la persona che in ogni situazione dava una risposta. Padre Pier riusciva a dare un?identità a ciascuno di loro, per ognuno di loro aveva un aneddoto da raccontare, un soprannome, ognuno aveva una sua identità era ?qualsiasi cosa ,ma non era più un ?niente?, era un bambino accettato per quello che è.

L?Hogar di Quinta è nato per accogliere i bambini a rischio (collegamento frequente al traffico e/o consumo di droga, violenza familiare, maltrattamento, negligenza e abuso sessuale), abbandonati o semplicemente bisognosi di un?accoglienza momentanea.

Attualmente il centro ospita 180 bambini (di diverse età) ed è l?unico della VI Regione del Cile che ospiti contemporaneamente minori di entrambi i sessi, questo permette che i fratelli non siano separati e non si perda il vincolo familiare. I bambini sono così distribuiti:12 lattanti - 64 bambini/e con meno di 6 anni- 80 bambini da 6 a 13 anni -24 bambine da 8 a 13 anni. Va detto che altri 18-20 ragazzi vengono seguiti fino ai 18 anni, ed oltre, in un centro collegato, situato a Santiago, per permettere ad alcuni di loro la prosecuzione degli studi o una professione per un migliore inserimento lavorativo.

L?Hogar o meglio l?ICYC di Quinta è costituito da un grosso complesso edilizio costituito da più immobili insistenti su un terreno di circa 60.000 mq., di cui una parte a stretto servizio dell?istituto con giardini, alberi di varie specie, alberi d?alto fusto (boschetto) e una parte di utilizzo agricolo.

I vari fabbricati, quasi tutti in muratura, sono inseriti in un contesto infrastrutturale gradevole con viabilità interna, arredi urbani, verde, spazi per attività sportive (campo per giochi all?aperto e baby football , piscina), attrezzature fisse per giochi all?aperto, il tutto ben curato e mantenuto efficiente. I vari fabbricati sono adibiti a diversi usi : il blocco più antico come centro amministrativo e direzionale con uffici, sala riunioni e servizi,- due dormitori separati,distinti per sesso con un totale di 60 letti per bambini e bambine grandi,- comodi ambienti per ospitare i bimbi con età inferiore ai due anni,- una scuola con classi fino alla quarta elementare, -refettorio comune, -refettorio e sala studio per le bambine,- cappellina,- sale multimediali, -lavanderia comune,- bagni, -magazzini e piccola residenza per il personale di custodia -ed in ultimo locali a disposizione delle coppie italiane per tutto il periodo necessario all?espletamento delle pratiche adottive.

Probabilmente all?interno dell?I.C.Y.C. di Quinta de Tilcoco si sta realizzando quello che solitamente viene solamente predicato o auspicato: un istituto a misura di bambino nel pieno rispetto delle sue peculiarità, aperto privo di sbarre o cancelli dove non ci si limita a ricevere bambini da tenere, ma si cerca di praticare una vera accoglienza. I bambini di Quinta sono liberi di entrare ed uscire dall?istituto, sono ben inseriti con la popolazione residente, la stessa comunità contribuisce notevolmente al mantenimento materiale dei bambini.

Nel centro si sviluppano diversi programmi per la collocazione del bambino a seconda delle possibilità ambientali, programmi di intervento familiare per reintegrare il bambino nel nucleo familiare d?origine, l?affidamento temporaneo ad altro nucleo familiare o l? adozione nazionale.
Nell?ipotesi che per il minore non vi sia nessuna possibilità di rientro nella famiglia d?origine o affido o adozione nazionale o altra soluzione a tutela del minore e del suo futuro , si sviluppano progetti per l?adozione internazionale ed in particolare con famiglie italiane ( l?istituto è autorizzato dal governo Cileno ad effettuare progetti di difesa della famiglia e di adozione internazionale ) .

Per gli adolescenti sono previsti progetti mirati a formarli professionalmente per evitare la condizione di emarginazione e rischio sociale.

Il centro si finanzia in parte con il supporto che il Governo Cileno destina ai minori in condizioni di abbandono o di rischio sociale, in parte con il libero aiuto della popolazione del Comune o con donazioni varie che vengono gestite direttamente dalla direzione del centro stesso ed infine, da progetti specifici volti a sostenere un?opera in continuo sviluppo.

PROGETTI REALIZZATI O IN FASE DI REALIZZAZIONE

Alcuni progetti specifici come ? Il bambino è oggi? oppure il progetto di ?Accompagnamento ed appoggio a giovani a rischio? sono ideati e redatti direttamente dal personale dell?Istituto, finanziati in proprio o con l?aiuto di enti o istituzione Cilene o italiane. Sono mirati a dare una risposta per la deistituzionalizzazione di un importate numero di minori.

I progetti solitamente hanno una durata annuale o biennale, coinvolgono mediamente 80-90 bambini, sono rivolti a bambini scelti in buona parte (circa 40%) fra quelli che hanno superato una permanenza in istituto di oltre 3 anni e che hanno subito i danni e dolori propri dell?istituzionalizzazione.

Una percentuale del 15-20% sono bambini violati nei loro diritti per abbandono, negligenza nelle cure, incompetenza nel ruolo genitoriale, violenze e abusi, tutte cause che ne rendono impossibile il reinserimento familiare.

In uno dei progetti portati a termine, su 90 casi presi in carico, per 31 è stato possibile il reinserimento familiare, per 6 il collocamento in altra famiglia Cilena (affido), per 20 l?adozione internazionale (Italia), per 7 il trasferimento in altre strutture che consentissero di proseguire gli studi o di avere altri supporti sociali, per gli altri 26 casi non si è trovata alcuna soluzione.

I risultati sono senz?altro soddisfacenti in quanto l?obbiettivo era finalizzato all?uscita dall?istituto di 45 minori. Il risultato finale è stato di dare una giusta risposta a 64 bambini/e di cui 57 sono stati inseriti in seno ad una famiglia, la maggior parte nella propria famiglia d?origine altri in una famiglia sostitutiva.

Questo risultato ha un particolare valore se si pensa che il progetto ha dato soluzione a bambini grandicelli e con una prolungata istituzionalizzazione mediante l?adozione internazionale.

Nonostante il successo rimane il problema dei 26 casi non risolti, minori al centro di un intervento professionale e con delle aspettative che non devono essere disattese. Pertanto dovranno essere seguiti con particolare attenzione dai servizi e dal personale dell?hogar.

PROGETTO PRESENTATO E IN ATTESA DI FINANZIAMENTO

PROGETTO FORMATIVO INTEGRATO DEL ?CENTRO PROTEZIONE MINORI QUINTA DE TILCOCO - CHILE?

Il progetto è stato proposto dalla O.N.G. Istituto Progetto Sud U.I.L., con la collaborazione dell?Associazione ?Famiglie adottive pro I.C.Y.C. Onlus? e la Fondazione I.C.Y.C. Cile .

I contenuti e le proposte del progetto nascono da analisi e osservazioni che le coppie adottive nelle varie presenze all?interno dell?istituto nel periodo di permanenza in Cile hanno più volte evidenziato :

- nella maggioranza dei bambini si percepisce molta insicurezza, chiusura, mancanza di autostima, senso di inadeguatezza o colpa, paura di non saper agire correttamente,
- è evidente la difficoltà del personale a stretto contatto dei bambini (tias), ad instaurare un rapporto di comprensione e proposta educativa che favorisca una crescita culturale e di autostima,
- si ha molta preoccupazione per i ragazzi che non avendo avuto l?opportunità di un rientro in famiglia, affido o adozione, non sembrano avere nessuna possibilità di progettare il proprio futuro,
- emergono chiare le problematiche per gli adolescenti che, pur avendo una preparazione professionale, non trovano lavoro.
- si avverte l?esigenza di trovare altri finanziamenti o autofinanziamenti per dare una risposta ad un numero sempre crescente di bambini in stato di abbandono e a rischio sociale.

Il progetto propone di mettere in campo le risorse necessarie a valorizzare e qualificare il lavoro svolto dal personale (esperto e non del centro) con l?obbiettivo di :
v migliorare le condizioni di vita e sviluppo dei bambini ed adolescenti ospiti del centro
v aumentare le competenze professionali e le chances di inserimento lavorativo per gli adolescenti ospitati in Santiago
v migliorare la performance complessiva del centro stesso, aumentandone il grado di autosostenimento.

Il progetto si muove su quattro direttrici

Direttrice 1:
dotare il personale, impiegato all?interno del Centro, dell?esperienza professionale, della sensibilità e delle motivazioni necessarie a dare risposte qualificate ai particolari bisogni espressi da questi bambini, rispondendo alla necessità di maggiori stimoli, maggiore necessità di sviluppo psico-intellettuale, in un ambiente reso difficile dalle traumatiche esperienze vissute dai piccoli nella fase più cruciale della loro vita. Questa linea di attività è tanto importante sul personale esperto, quanto sul personale a diretto contatto quotidiano con i minori, e dovrà essere particolarmente curata con moduli formativi ad hoc, ad opera di esperti e docenti (psicologi, assistenti sociali, ecc.) selezionati da Istituzioni specializzate in Santiago del Cile;

Direttrice 2:
miglioramento delle condizioni di apprendimento dei minori ospitati nel Centro con la dotazione di un centro didattico multimediale, con attrezzature informatiche e software, ma anche con la formazione necessaria all?uso di Internet a scopi di conoscenza ed investigazione didattica;
Direttrice 3:
per i giovani ed adolescenti non destinati all?adozione vanno creati gli strumenti adeguati a costruire un futuro dignitoso. Questo significa che bisogna fornire loro una formazione professionale adeguata, anche con stages formativo/professionali in aziende, fino al compimento della maggiore età;

Direttrice 4:
Il centro è in grado di sviluppare attività e risorse e di offrirle all?esterno per autofinanziare alcune attività. Proponiamo la elaborazione di un?analisi economico-finanziario-funzionale del Centro, con l?elaborazione di un piano di sviluppo per il futuro. L?attività potrebbe essere realizzata con l?appoggio di un esperto italiano e/o cileno in gestione aziendale (per esempio utilizzo del terreno per coltivazione di frutta, ortaggi o cereali).

ALTRE NECESSITA? DEL CENTRO

Attualmente è in opera la ricostruzione di due cabañas o case alloggio, capaci di ospitare 20 minori ciascuna.
Una volta terminata la costruzione, sarà necessario dotare i dormitori con mobili e materiale vario.

I lavori di ristrutturazione procedono lentamente a causa della limitata disponibilità di fondi.

Nel quadro delle necessità quotidiane del Centro, sono registrate carenze quali: materiali per pulizia, per cucina, per la scuola, vestiti, ecc.;

Nella sala giochi: sono carenti materiali didattici, necessari allo sviluppo degli stimoli, dello sviluppo della socialità e dell?integrazione tra i generi.

E? considerata importante la disponibilità di un?aula didattica multimediale, con connessione ad Internet, per bambini e giovani che studiano al di fuori del Centro (scuola secondaria).
Questo potrebbe aiutarli nelle attività di conoscenza generale e sviluppo delle attività di ricerca, così come l?uso del Personal Computer e delle tecnologie multimediali può risultare essere un importante strumento di appoggio didattico/formativo.

Necessità formative del personale (Queste alcune delle necessità formative emerse dai colloqui con il personale del Centro):

Personale di attenzione diretta (?Tias?):
Formazione in educazione differenziata;
Leadership e gestione;
Gestione della condotta;
Capacità di professionalità adeguate nel rapporto con bambini vittime di violenza in famiglia;
Formazione in psicologia dello sviluppo;
Monitors di espressione (aiutare i bambini ad esprimersi);
Gestione di Sport ed attività ricreative;
Appoggio scolare;
Musica e canto;
Formazione in principi di base di infermeria e pronto soccorso;
Arti manuali;

COSTO COMPLESSIVO E FINANZIAMENTI RICHIESTI

Il progetto avrà un costo complessivo di ? 194,224 di cui ? 96,500 come contributo richiesto alla Fondazione Cariplo. La parte restante verrà richiesta alla Regione Lombardia ed, in misura minore, alla parte locale, ma sarà comunque garantita dalla ONG richiedente.

PROGETTI DA ELABORARE SU TEMATICHE SPECIFICHE

L?esperienza adottiva delle coppie facenti parte dell?associazione nasce con la conoscenza diretta di Padre Alceste che, nella sua esperienza di oltre 30 anni, aveva maturato una metodologia nel far concretizzare le adozioni in modo alquanto personale, molti lo hanno chiamato il metodo ?Padre Alceste?.

In questi anni aveva maturato una profonda conoscenza delle coppie, della loro sterilità, della loro voglia di genitorialità, della loro solitudine, dei timori, dubbi, insicurezze profonde che accompagnano tutto il percorso adottivo.
Nello stesso tempo è stato a stretto contatto con i bambini, con le loro storie, con il loro vissuto, alcune volte pieno di violenza, ha vissuto con loro è stato loro amico, confidente e soprattutto padre, il padre che a loro mancava. Con loro e per loro ha realizzato l?hogar, il focolare, la casa che li protegge.

Ha profondamente conosciuto queste due solitudini, da una parte le coppie con il desiderio di accogliere un bambino e dall?altra tanti bambini con la necessità di avere una famiglia.
Per anni nel periodo estivo è venuto in Italia a conoscere coppie che avessero ?fame di figlio? per poter dare una famiglia a quei bambini che aveva lasciato in Cile.

Sulla base di questa sua esperienza riusciva a fare abbinamenti così particolari che, a distanza di anni, meravigliano per la loro riuscita nonostante che molti bambini non erano più bambini, ma adolescenti con il loro vissuto che condizionava pesantemente l?inserimento nella nuova famiglia.

Un momento importante in questo percorso era il soggiorno delle coppie all?interno dell?istituto insieme al/i loro figlio/i. I genitori si sentivano accolti con affetto, professionalità e ?.pazienza e i bambini si sentivano sostenuti in questo viaggio verso affetti, gesti, parole e volti sconosciuti. Nessuno era mai solo, in ogni momento c?era la mamita, la tia ma, soprattutto, padre Pier a tendere una mano, a suo modo, con dolcezza o con freddezza, con ironia o con rabbia, ma sempre lì. Un punto fermo.

Questo spirito deve e può rimanere. Anche se mancherà la sua passione e la sua esperienza, ci sono molti operatori che sono cresciuti insieme a lui, che hanno assimilato il suo profondo rispetto per il bambino, la sua capacità di trasformare il dolore in determinazione e di dare sempre una speranza di cambiamento. Sanno come accogliere la coppia e farla vivere come in un?unica grande comunità che partecipa e sostiene la nuova famiglia che va formandosi.

Noi vogliamo lavorare perché questa esperienza, che crediamo abbastanza singolare e unica, possa continuare.

PROGETTI PER CONTINUARE IL METODO ?PADRE ALCESTE?

PROGETTO 1


Organizzare, durante il corso dell?anno, due o più visite in Italia da parte del personale dell?hogar addetto alle pratiche adottive per far loro conoscere direttamente le coppie che desiderano adottare.

Gli incontri con le singole coppie dovranno essere molto informali, in un clima familiare, tendenti ad fare emergere liberamente dubbi o limiti che la coppia sente di avere.


Saranno promossi incontri con le famiglie che hanno gia adottato perché sia possibile, dopo l?adozione, seguire l?inserimento del minore nella nuova famiglia cercando di capire le difficoltà del minore e dei genitori, analizzare eventuali problemi emersi e le possibili soluzioni per poterli rimuovere o attenuare.Tutto ciò a cura e spese della nostra associazione e sempre con l?accordo e la collaborazione di uno degli enti autorizzati dalla CAI.

Promuovere iniziative sociali (Cene di beneficenza, vendita di materiale pubblicitario-divulgativo dell?associazione ecc..), fare richieste ad enti o privati di piccole donazioni per finanziare il progetto
Spesa prevista per viaggi, alloggio, incontri vari, rimborso spese ecc.. ( n° tre viaggi per due persone ?. 15.000.00)

PROGETTO 2

Stampare un libricino di presentazione del Cile con la sua storia, geografia, personaggi della cultura e delle arti di maggiore risonanza nazionale ed internazionale per fare conoscere alle coppie cosa è il Cile oggi .

Probabilmente molti vedono ancora il Cile come paese del terzo mondo e non come una moderna democrazia che sta cercando in tutti i modi di riscattare il recente periodo buio della dittatura.

La stampa di questo libro è molto importante anche per i nostri figli, per farli sentire orgogliosi delle proprie radici. Il popolo cileno, come ogni popolo, ha la propria dignità e la propria cultura e può dare alla cultura, alla politica, alla società un importante contributo. I nostri figli non sono venuti dal nulla ma da un paese ricco di storia e di tradizioni.

Saranno, quindi, orgogliosi di pubblicizzare l?appartenenza al loro paese di figure come Pablo Neruda e Gabriela Mistral premi Nobel per la letteratura, Louis Sepulveda Antonio Skarmeta e Isabella Allende dai cui libri sono stati tratti film (il cartone animato ?Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare?, ?Il postino? con la regia di Troisi, ?La casa degli spiriti? diretto da B. August), Roberto S. Matta pittore e scultore e tanti altri esponenti del mondo della cultura.

Essere orgogliosi del proprio paese da maggiore sicurezza ai ragazzi, la conoscenza del paese d?origine dei nostri figli insegna a noi ad amarlo e rispettarlo e favorirà anche la loro conoscenza, facilitando la comprensione e la riuscita dell?adozione.
L?adozione internazionale, infatti, non è solo incontro tra una famiglia e un bambino, ma anche il contatto tra due mondi che devono imparare a conoscersi.

Costo per ricerche storico-geografiche, elaborazione dati, stampe, rilegature ecc...
Per 2.000 copie ?..10.000.00

PROGETTO FINALE

I nostri figli crescono, si sposano, hanno figli che a loro volta avranno altri figli, ma oggi si sentono ancora legati a padre Pier. Alla notizia della sua morte molti hanno reagito increduli, continuavano a dire ?non è vero? ?non ci credo? ?è impossibile? ?il prossimo anno padre Pier sarà ancora con noi? subito dopo .. ?ma adesso chi penserà ai bambini dell?istituto?? ?chi farà venire in Italia i nostri amici o fratelli? (e qui i nomi di amici o fratelli lasciati in Cile).

I nostri figli, forse più di tutti noi, avevano capito come questo ?piccolo grande uomo? avesse dedicato tutta la sua vita per i bambini. Hanno dimostrato di avere un grosso legame con la loro terra d?origine e profondo affetto per i loro fratelli ed amici che sono rimasti all?hogar. Abbiamo avuto tutti la sensazione che volessero intervenire, fare qualcosa perché l?opera di Padre Pier non cessi.

Ed allora aiutiamoli a fare qualcosa, aiutiamoli a costituire un?associazione gestita da loro, figli adottivi e non, facciamo loro proporre e finanziare progetti finalizzati ad aiutare i bambini di Quinta, facciamo in modo che possano aiutare il loro paese d?origine, sarebbe un bel segnale di crescita sociale e civile per tutti noi.

La nuova associazione potrebbe chiamarsi ?associazione giovanile pro I.C.Y.C.? ed il prossimo progetto gestito dalla nuova associazione potrebbe essere l?accoglienza in Italia di una trentina di loro amici cileni quale scambio interculturale.

Come diceva sempre Padre Pier ?avanti.. avanti...?.


Firenze 28 novembre 2003

Il Comitato Direttivo
Associazione Famiglie Adottive pro I.C.Y.C. Onlus

 

 

Convegno:
SCUOLA E AFFETTIVITA'
Tappe fondamentali nel percorso
di crescita del bambino adottato

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Semplicemente M
di Marcello Rocchi
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Padre Alceste Piergiovanni

Chi era Padre Alceste

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Il Cile visto da Noi

Opuscolo informativo per chi si
avvicina alla cooperazione
internazionale e all'adozione
in Cile.

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